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Pomodoro QUARANTINO

Un’antica varietà locale, simbolo di una coltivazione semplice, naturale e legata alla tradizione contadina.

Il pomodoro quarantino viene coltivato con dedizione dagli ortolani perché i suoi frutti sono conosciuti per la loro dolcezza e per il colore rosso e intenso che hanno quando sono maturi. Sono impareggiabili per essere conservati sott’olio e per fare splendide passate dense e particolarmente profumate. Seguendo le regole di una rigida rotazione colturale stagionale, le piantine vengono piantate nel lotto dell’orto che era stato occupato dalle leguminose. Il terreno che li ospita deve essere lavorato a mestiere e concimato con sufficiente letame maturo. Le piantine vengono messe a dimora nei lotti predestinati, nella seconda decade di maggio in solchi di media profondità ben allineati tra loro con una distanza interfilare di circa un metro e mezzo, le piantine vengono piantate nei solchi ad una distanza di mezzo metro. Le piante di pomodori adulte vengono impalcate e le erbacce di solito vengono estirpate a mano o con l’uso di piccoli motocoltivatori, l’irrigazione avviene per scorrimento attraverso i solchi e la difesa sanitaria viene affidata ai sali rameici. La raccolta dei pomodori incomincia la seconda decade di agosto e si protrae per un lungo periodo. Per la raccolta dei pomodori da seme vengono presi i frutti più belli ed omogenei che nascono sulla prima palma della pianta. I semi estratti dalle bacche vengono lasciati a macerare nella loro stessa acqua la cui acidità riduce la presenza di alcuni microrganismi patogeni e rimuove la gelatina che li circonda. Dopo una settimana essi vengono lavati in acqua corrente, asciugati e conservati in sacchetti di carta con foglie di alloro.